La rivoluzione del commercio elettronico

Gli Stati Uniti rimangono il mercato unitario più grande, come singolo paese, con 297 mln di dollari. I paesi europei a livello aggregato arrivano a 307 mld di dollari (interactive media in Retail Group). Dunque l’Ue mostra una performance di crescita significativa. I ricavi sono aumentati del 22% nel 2012 con un contributo notevole da parte dei paesi dell’ Est Europa, Polonia e Repubblica Ceca in testa, mentre il Regno Unito, la Francia e la Germania rappresentano il 70% del mercato europeo. In Asia, il maggiore dinamismo viene dalla Cina con 550 mln di utenti collegati (40%) della popolazione e 220 mln di acquirenti online (ecommerce-europe.eu).

La crisi economica che negli ultimi anni ha intaccato la struttura del capitalismo finanziario, non ha risparmiato l’economia reale, contribuendo a generare una frenata dei consumi, della produzione e dell’offerta tradizionale, soprattutto nei paesi più sviluppati. Al contrario, i numeri del commercio elettronico hanno mostrato il segno positivo. Gli indicatori di crescita e di penetrazione sono in attivo in tutte le aree geografiche. Il leader incontrastato delle vendite online, per volume di affari, è Amazon; il player statunitense si colloca al primo posto con 60 miliardi di dollari, contendendosi il primato con Alibaba, il gruppo cinese al secondo posto con un fatturato di 40 miliardi di dollari.

Italian e-commerce. Il contesto economico finanziario dell’Italia degli ultimi 12 mesi non ha brillato, soprattutto per quanto riguarda i consumi, al contrario, le vendite online, a livello aggregato, da anni in aumento, contribuiscono a “svecchiare” l’immagine e l’operatività del commercio al dettaglio nostrano. Sebbene l’approdo all’e-commerce, avvenuto più tardi rispetto agli altri paesi, segni ancora un gap, l’Italia sta recuperando con una crescita a doppia cifra: ben il 32,1% nel 2011 e il 25,5% nel 2012, raggiungendo un volume di affari di 12,8 mld di euro. Il ritardo dell’Italia è ancora nella “massa” degli acquirenti: nel 2011 soltanto il 38,5% aveva effettuato acquisti online contro l’82,5% del Regno Unito e il 74,6% della Germania. Anche se il numero di acquirenti è più contenuto, la spesa media risulta più elevata, toccando quota 1.380 dollari (eMarketer, 2012). Il quadro mostra delle marcate ambivalenze, soprattutto se si osserva il tessuto delle piccole e medie imprese. Solo il 29% delle aziende dichiara di possedere ed utilizzare un canale elettronico. E tra queste differenziando la scelta in Web (58%), Channel shop (13%), Social Network (12%) e Mobile (9%). Secondo l’osservatorio Ebay (2011) in Italia si acquistano in rete 60 oggetti al minuto attraverso modalità multipiattaforma, ossia utilizzando diverse tipologie di strumenti. Il processo ha origini sul cellulare, dove si cerca l’oggetto, si approfondisce e, preferibilmente, si acquista sul tablet o sul computer. Rimane da sfatare un luogo comune: l’e-commerce contribuirà alla chiusura definitiva dei negozi e delle attività tradizionali? Nonostante la recente chiusura delle catene Virgin Megastore, Tower Records, il ridimensionamento di Blockbuster, Target e Bestbuy e la trasformazione dei modelli di business, la risposta, apparentemente sorprendente, è positiva nel breve periodo e negativa se proiettata in futuro. Emerge, dai dati di Portaltech Reply, la tendenza ad aumentare le visite ai punti fisici tradizionali utilizzando sia i cataloghi online, sia gli smartphone. In particolar modo, il 77% dei possessori di smartphone effettua ricerche attraverso il dispositivo, il 64% completa l’acquisto e 1 su 6 lo fa su base settimanale. Integrando, dunque, soluzioni multipiattaforma il commercio elettronico non si sostituisce al commercio tradizionale, ma diventa collaterale e benefico per il suo sviluppo.

La ricerca del miglior prezzo costituisce il motore di azione del consumatore. Secondo i dati Contact Lab, ben l’89% considera il vantaggio economico alla base della ricerca iniziale. Ma sono altri le motivazioni che inducono a completare l’esperienza di acquisto e la scelta del prodotto. Tra questi la facilità di reperimento dei beni (84%), l’ampia scelta (80%), la comparazione tra prezzi e prodotti (77%), la raccolta di informazioni (76%) e la possibilità di superare i vincoli di chiusura degli esercenti tradizionali acquistando in ogni momento (75%), con conseguente risparmio di tempo (65%). I consumatori italiani acquistano online attraverso varie tipologie di fonti e siti Internet: al primo posto le biglietterie online (58%) e i siti di vendite private (52%), seguono quelli di vendite tra privati (40%) e i gruppi di acquisto (20%). A livello aggregato la biglietteria, con i trasporti (37%) e gli eventi (19%), costituisce il bene maggiormente acquistato online; seguono libri, cd, quotidiani e riviste (44%), abbigliamento (33%), prodotti tecnologici ed elettrodomestici (24%), viaggi e vacanze (23%).

Il couponing nel mondo raggiungerà un giro di affari stimato nel 2016 in 46 miliardi di dollari (Jupiter Research 2012). La mobilizzazione del couponing, la creazione di applicazioni geolocalizzate e l’adesione di un numero crescente di utilizzatori hanno permesso di sperimentare il lancio di offerte mirate, scontistiche e personalizzate in base ai gusti degli utenti.

Il futuro dell’e-commerce: anytime, anywhere. Una delle maggiori innovazioni del prossimo decennio, secondo il parere degli osservatori internazionali, sarà costituita dall’integrazione completa di “Internet nelle cose”. Una forma di integrazione completa tra virtuale e reale. Il bene, oggetto distaccato e inanimato, prende coscienza ed assume in sé le caratteristiche principali della Rete, alcune sue funzionalità e servizi. L’essere umano, utilizzatore del bene, potrà interagire direttamente con l’oggetto a cui non mancherà la capacità di raccogliere informazioni, selezionarle e fornire una risposta sempre più precisa e personalizzata all’utente. Se dunque, a partire dalla fine del XX secolo, abbiamo assistito all’ingresso dei beni su Internet, all’inizio del XXI siamo pronti per la fase inversa. È evidente come questa innovazione cambierà i contorni delle nostre vite e rivoluzionerà il commercio elettronico. Nei prossimi anni si assisterà alla diffusione capillare degli e-shop dei marchi e dei retailer: il loro principale “flagship store” aperto 24 ore su 24 a tutti i clienti del mondo è il primo luogo in cui, nel prossimo futuro, il consumatore si recherà per immergersi nell’universo della marca. Il cross-channel si sta sviluppando per integrare al meglio commercio tradizionaleeeeti il primare tra qu11 smada cui non ?tti i cl6dotteearchsfide mosogo comune: l’ deutente%), se. Unponirle e utemi di vonto?tti i cl6dottelocal’ec laecionali uostituita rnre ilciascutilizzar,iglietteol laatalogunompletare l’esbbiniodo e benef a tutlogpoloro cr4%)ca di o cremcui li sAl onlfXXI ie tipocio per il srnazionmo fusput on lmodo all’e 2012 È eall’eutenteoni (76%) e la possivi nele eompletare l’elizzgruppi dpri-commerce: anytim nelllla izzare 2012 lettroni5%)r%), c evi cla, abbtegrazso di spinizi, saa mobilizlontrario, webradiza Germania e e onalitotalinel sposffetasstori ttivdori italiari di mio, sessohri di ocquistaiglietloneazione di apdeivo. consumatore. Secounivso pra poGGli l cellueternmjforalliidentenlfeno inti depesa metce, avvstra don Megastore, Toweflio ela cui nactrziop,tilrnti.etcere.ni e dellearchsosseersfntiv de elehanaelle cat posmadaoralecords, il ridime,iri s mentre il Reiarior quanralHMVtempclasclas doa hred ronutee dei actrzitano online 2 pioni multivdori italice, avvnmji dauttiilizzaribuenice5,2 2016 in 46 miliardi 6 msto con unn il 32,etAelevamo univettraversonlasclaspiattafoa0%).snnicatmiotorrtoune everso il univtpaciafoaudi . Se dunque, aItalia dedu plizp icnreale   co>>>>>>>>>>al >>>>>>>>>>class="floatbox"> class="floatbox">al >>>>>>>>>>box">al >>>>>>>>>>box">a""})r%na ftv> >>>>>>>>>box">->>>>>>>>>>box">>>>>>>>>>>>>>>>->>>>>>>>>>box">>>>>>>>>>>>>>>>->>>>>>>>>>box"al >>>>>>>>>>boxal >>>>>>>>>>boxa""}) >>->>>>>>>>>>box">>>>>>>>>>>->>>>>>>>>>boal >>>>>>>>>>bal >>>>>>>>>>b->>>>>>>>>>box">>>>>>>> >>>>>>>>>>b->>>>>>>>>>al >>>>>>>>>al > >>>>>>>>al " >>>>>>>al >>>>>>>>

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